Chianciano 2009

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DAI BILANCI AL PROGETTO-ALTERNATIVA? RIFORMATORE, DEMOCRATICO, ITALIANO ED EUROPEO

Ritorno alla politica Alta. Incontro di Marco Pannella e Fausto Bertinotti.

19 giugno 2009

Faccia a faccia tra Marco Pannella e Fausto Bertinotti - fai clic per vedere su RadioRadicale.it

Faccia a faccia tra Marco Pannella e Fausto Bertinotti - fai clic per vedere su RadioRadicale.it

Due ore di confronto tra Marco Pannella e Fausto Bertinotti ai microfoni di Radio Radicale. Come era prevedibile a sei anni dall’ultimo incontro, diversi gli argomenti discussi. Al centro la situazione della sinistra italiana, ma più di tutto la mancanza di democrazia, che a differenza di Pannella, Bertinotti contestualizza all’interno dell’ultimo ciclo trentennale del capitalismo globalizzato “che ha consumato la democrazia per come l’abbiamo conosciuta”.
La discussione ha preso spunto dal libro La Peste italiana che Pannella ha definito come “una ricostruzione storica della storia italiana di questi ultimi sessanta anni”… Quello che viene fuori dal libro radicale è che la costituzione e la democrazia e anche le scelte sociali di lotta agli obiettivi sono massacrate non da oggi ma dalla prima Repubblica. “Ci fu un massacro in termini formali e sostanziali e fu una restaurazione della linea che aveva portato Salvemini a uscire dal movimento sindacale con la sua accusa di una subordinazione industrialista dei ceti operai organizzati che ha rappresentato tutto il secolo” portando ad un “welfare senza libertà”. Così Pannella. La replica di Bertinotti in merito alla natura dei movimenti sindacali è puntuale. “Tendo a credere che il punto di vista della Peste abbia un fondamento che debba essere approfondito. Io rilevo una curiosità che la mia parte da cui derivo si è caratterizzata fin dalla prima repubblica sul terreno della lotta dell’opposizione. Il compromesso è la risultante della lotta di classe… I lavoratori italiani erano soli e quindi si sono organizzati in sindacati e hanno conquistato la pensione rivendicando la pensione come salario differito… Questi lavoratori hanno costruito la storia sociale contribuendo in maniera eccezionale… La tesi è che la sconfitta della repubblica imperfettamente costruita da luogo ad un rovescio in cui la costituzione materiale prende il posto della costituzione formale e il mercato prende il posto della politica e la democrazia muore”.

Nonostante queste divergenze, entrambi si trovano d’accordo nella necessità di tornare a fare alta politica. Nel momento di crisi, è necessario trovare un punto in comune che permetta alla sinistra, alla fine di questo periodo, di rinascere unita e compatta per mettere fine a questa situazione di stallo. L’incontro di Chianciano è l’occasione giusta da cui cominciare.

Rassegna stampa su questi argomenti

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Franceschini venga a Chianciano

• da Europa
di Francesco Pullia

Parteciperà Dario Franceschini all’assise convocata dai radicali a Chianciano dal 26 al 28 giugno? Chi scrive ritiene che il segretario del Pd non possa ignorare un’occasione importante per decidere l’attuazione del passaggio da una fase antagonistica ad una, invece, protagonista di alternativa al e di governo. Franceschini dovrà venire e parlare con schiettezza sui rapporti con i radicali, a nostro avviso tutt’altro che chiusi e anzi, proprio alla luce degli esiti elettorali, quanto mai aperti, problematicamente in discussione. C’è bisogno di un partito che non nasca da una generica e superficiale sommatoria di forze eterogenee, come teorizzato da qualcuno in questi giorni, ma che tesaurizzi la diversità, trovando nella molteplicità e nelle differenziazioni la forza, l’intelligenza, la capacità di giungere in tempi brevi alla definizione di un programma che, ben oltre la contingenza, disegni, a partire dall’immediato, la strada per condurre il paese fuori dal baratro antidemocratico e incostituzionale in cui versa. I temi su cui confrontarsi non mancano. Senza alcuna presunzione, al contrario, con l’umiltà e la fermezza che da sempre caratterizzano le nostra scelte gandhiane, nonviolente, pensiamo che il Pd non possa permettersi il lusso (ma forse sarebbe meglio dire “la debolezza”) di privarsi dell’apporto radicale, a meno che abbia già deciso di accettare supinamente il gioco di rimessa imposto dall’attuale maggioranza e (in)seguire e perseguire prassi politiche suicidali. È vero, ce ne rendiamo conto, non è facile. Tuttavia è doveroso tentare di rendere fecondo un dialogo che, nonostante abbia avuto e abbia accenti parossistici, non può essere pregiudizialmente reciso. Con o senza i radicali, il Pd sarà, infatti, chiamato a riflettere innanzitutto sul proprio statuto, se vorrà continuare ad essere un partito di apparati oppure abbracciare davvero la via di un rinnovamento sostanziale e non di mera facciata, se vorrà limitarsi a cavalcare (inutili e controproducenti) ondate emotive, magari dettate da gossip giornalistici, oppure optare per una consapevole, motivata, matura, resistenza che sia preludio di liberazione e, quindi, di assunzione di responsabilità governativa. È innegabile che il Pd sia di fronte a un guado. Deve, cioè, pronunciarsi, decidere se intende proseguire a cavalcare l’effimero e lasciarsi, quindi, trascinare e pesantemente condizionare da un lato da pericolosissime derive populiste e dall altro da venefici rigurgiti passatisti, conservatori oppure se incamminarsi verso la creazione di una società aperta, nel solco tracciato da europeisti come Altiero Spinelli e da portatori di visioni e speranze innovative come Aldo Capitivi e Danilo Dolci. – Con o senza i radicali, il Pd dovrà dire a se stesso e al paese se continuare a praticare o no il cerchiobottismo sui diritti civili, sull’immigrazione, sulla questione energetica, sull’adeguamento dello statuto dei lavoratori e del trattamento pensionistico alle mutate condizioni e alla diversa composizione anagrafica del paese, su modelli e comportamenti di vita ecocompatibili, sui cambiamenti geopolitici che si stanno vèrificando con vertiginosa, impressionante, accelerazione. Con o senza i radicali, certo. Franceschini, ci mancherebbe pure, è libero di fare le valutazioni che riterrà più opportune ma rifletta un attimo, non sprechi istintivamente, per tatticismo o mera irragionevole idiosincrasia nei confronti del nostro modo di concepire la politica, dì esserci, la possibilità che offriamo a lui e a chiunque si senta coinvolto nell’elaborazione di un progetto riformatore. Venga a Chianciano e si apra senza preconcetti, senza remore, senza infingimenti. Noi lo aspettiamo per lavorare insieme.

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Welfare, Europa, Ambiente: la stagione degli obiettivi, da Chianciano per un partito aperto e democratico

La crisi economica ha messo a nudo l’incapacità dei socialisti europei di riformare due strumenti fondamentali: il welfare e l’integrazione europea. La rendita di posizione dei socialisti come difensori dello Stato sociale e della UE si è consumata nella difesa conservatrice di un modello di welfare iniquo e inadeguato e di una Europa dove una fragile burocrazia accompagna l’involuzione del sogno di Patria europea nella realizzazione di un’Europa delle Patrie.

Per rispondere alla crisi fuori da tentazioni neo-stataliste e neo-nazionaliste è necessario creare un welfare davvero “universale”, contro la povertà e per il lavoro: reddito di cittadinanza, sussidio di disoccupazione, aumento delle pensioni minime e di vecchiaia, potenziamento dell’assistenza a malati e disabili anche in forme autogestite. Le risorse necessarie non si trovano soltanto con la pur doverosa lotta all’evasione, né vanno cercate in controproducenti inasprimenti fiscali nei confronti di chi le tasse le paga già. L’innalzamento dell’età pensionabile nonché l’equiparazione dell’età donne-uomini sono passaggi ineludibili. Altrettanto lo è l’abbandono di meccanismi assistenzialistici come la cassa integrazione straordinaria e i finanziamenti a pioggia, in modo da liberare risorse per investimenti sulla formazione professionale e riqualificazione al lavoro.
Sul lato del sistema produttivo, urge una conversione al servizio della qualità –ambientale, sociale, di appagamento individuale- di un sistema economico-produttivo troppo basato sull’accaparramento di beni comuni e sull’imperativo della crescita produttivista e consumista. In Italia servono investimenti per recuperare i ritardi del nostro Paese sul versante delle fonti energetiche rinnovabili, invece di fare l’ultima ruota del carro nucleare, per una transizione accelerata verso il trasporto pubblico con investimenti in particolare sulle tratte brevi, sulla rotaia e sul mezzi di trasporto condivisi, per un sistema che incentivi i consumi di prossimità. Un grande “piano –casa” sarebbe funzionale a questo progetto se fosse centrato non sull’aggravamento della cementificazione selvaggia in atto, ma, come propone Aldo Loris Rossi, sulla rottamazione dell’edilizia post-bellica non di qualità e non antisismica, per la creazione di eco-città sviluppate con nuove tecnologie e nuovi materiali, autonome sul piano energetico e dello smaltimento rifiuti.

Il volano europeo delle riforme economiche avrebbe bisogno di un coordinamento della fiscalità, come proposto da Monti, almeno tanto quanto basta per evitare l’erosione fiscale e il dumping sociale, senza compromettere le conquiste del mercato interno e rafforzando il rigoroso rispetto della concorrenza contro monopoli e aiuti di Stato. Una Patria europea non burocratica, capace di dare risposte di governo sull’economia, la politica estera e di difesa, può nascere se si supera l’illusione della sovranità assoluta degli Stati nazionali. Ciò significa anche un’Europa proiettata sul Mediterraneo, che apre le porte alla Turchia, a Israele, al Marocco, e che sostiene i processi di democratizzazione, in particolare in Africa; un’Europa pronta a portare lì investimenti e aiuti allo sviluppo, rendendo finalmente governabile la questione immigrazione in altro modo rispetto alla alleanza, da D’Alema definita “strategica”, con dittatori alla Gheddafi.

Ragionare degli obiettivi della politica italiana ed europea nel lungo periodo non esime dal confrontarsi con le manovre nella partitocrazia italiana. Noi della “galassia Radicale” siamo attenti a quello che accade, ma con due punti fermi: il primo, è l’obiettivo di creare l’alternativa a un regime non-democratico, del quale l’opposizione ha finora fatto parte a pieno titolo; il secondo, è la necessità di muoverci attraverso soggetti politici davvero “aperti” e democratici.
In particolare, se anche il risultato elettorale europeo della Lista Bonino-Pannella esprime un dato di “resistenza” rispetto a un gioco elettorale che abbiamo da subito denunciato come truccato, rimane l’urgenza di aggregare altri sull’obiettivo di una riforma “americana” delle istituzioni come passaggio fondamentale per la liberazione dal Sessantennio di questo regime. Proprio per questo, abbiamo impiegato i primi quindici giorni di campagna elettorale per documentare la cancellazione della Costituzione e dello Stato di diritto in Italia, ad opera dei protagonisti della Prima repubblica, dei quali Berlusconi è erede e continuatore.
Per quanto riguarda i rapporti con altri partiti, l’obiettivo di dare vita a forze politiche “a vocazione maggioritaria” era nostro già ai tempi della Lista Pannella “per il Partito democratico” (inizio anni ’90) e della Rosa nel Pugno, laica, socialista, liberale e radicale. Il progetto non è cambiato. Ma la questione delle regole è dirimente. Non solo quelle esterne (sistema maggioritario, uninominale a turno unico, sul modello anglosassone), ma anche interne: negli Statuti radicali non esistono espulsioni e probiviri. Per questo non abbiamo prodotto scissioni, ma lotte politiche e riforme. Abbiamo pubblicato i bilanci e ogni momento della nostra vita interna e democratica. Per questo non abbiamo prodotto corruzione e finanziamenti illeciti. A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, ripartiamo da qui. Dalla proposta che avevamo fatto a tutti i partecipanti di un anno fa: abolire dai loro statuti il divieto alla “libertà di associazione”, alla doppia tessera. Solo così il confronto politico può lasciarsi alle spalle la stagione delle scissioni e delle annessioni e aprire la stagione degli obiettivi e degli strumenti necessari per raggiungerli.

(pubblicato dal quotidiano Europa)

(dal blog di Marco Cappato)

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Chianciano Terme: dal 26 al 28 giugno 2009

CHIANCIANO TERME: DAL 26 AL 28 GIUGNO 2009 “DAI BILANCI AL PROGETTO-ALTERNATIVA? RIFORMATORE, DEMOCRATICO, ITALIANO ED EUROPEO”

la convocazione, le condizioni alberghiere, come arrivare

La forza dell’iniziativa radicale con il ricorso alla nonviolenza ha saputo reggere l’urto della violenza di Regime. Chi voleva estromettere i Radicali dal Parlamento europeo ha purtroppo avuto buon gioco; ma chi sperava, con questo, di cancellare contemporaneamente la presenza e le lotte del più antico partito del panorama politico italiano, deve rinviare il suo velleitario progetto.

Grazie alla tenuta politica e all’indubbio successo “elettorale” strappato, ora la Liberazione da 60 anni di Regime partitocratico diventa concretamente possibile.

A Chianciano, dal 26 al 28 giugno, chiamiamo a raccolta tutti gli autentici liberali, socialisti, laici e democratici italiani, per raccogliere e rilanciare quello che era il progetto della Rosa nel Pugno, il suo programma politico e le sue proposte.

L’appuntamento è per individui politici che hanno interesse a coltivare le individualità e non le appartenenze. Per coloro che voglio nutrire di libertà la propria famiglia.

Ecco perché il tuo contributo di presenza e partecipazione sarà essenziale, non mancare!

Hanno già confermato la loro partecipazione: Paola Balducci, Roberto Balzani, Edda Billi, Marco Boato, Salvatore Bonadonna, Angelo Bonelli, Nicola Carnovale, Massimo Carraro, Paolo Cento, Franca Chiaromonte, Virgilio Dastoli, Cinzia Dato, Marco De Andreis, Franco Debenedetti, Elettra Deiana, Mauro Del Bue, Benedetto Della Vedova, Giuseppe Di Federico, Massimo Fagioli, Grazia Francescato, Monica Frassoni, Luigi Manconi, Claudio Martelli, Biagio Marzo, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mario Patrono, Alfonso Pecoraro Scanio, Vincenzo Pepe, Renata Polverini, Giorgio Raspa, Aldo Ravazzi, Niccolò Rinaldi, Fabio Roggiolani, Serena Romano, Filippo Rossi, Francesco Rutelli, Cesare Salvi, Ivan Scalfarotto, Flavio Zanonato, Saverio Zavettieri.

Ti aspettiamo a Chianciano!

________________________________________

I lavori si svolgeranno presso il Centro Congressi Excelsior di CHIANCIANO TERME, Via Sant’Agnese (Piazza Italia), con inizio venerdì 26 giugno alle ore 15.30; si concluderanno a metà pomeriggio di domenica 28 giugno 2009.

Ti invitiamo a darci notizia della tua partecipazione all’indirizzo email:
assembleachianciano@radicali.it

CONDIZIONI ALBERGHIERE

Abbiamo stipulato una convenzione con la Clante Hotels di Chianciano che provvederà a sistemare direttamente i partecipanti all’Assemblea dei mille negli alberghi a 2-3-4 stelle e 4 superiore, il cui costo, al giorno, include i pasti. Le prenotazioni e i pagamenti dovranno essere fatti direttamente con la Clante Hotel ai seguenti recapiti:

Clante Hotels Via Sabatini n. 7 Chianciano Terme

Tel. 0578/ 63360 – 0578/63037 Fax 0578/ 64675

e.mail clantehotel@libero.it

Gestione e organizzazione tecnica

Executive tour s.r.l. Via Sabatini, 7 – 53042 Chianciano Terme

P.Iva 00986940526

I costi alberghieri, al giorno, a persona, inclusi i pasti, sono i seguenti:

3 stelle

4 stelle stand.

4 stelle sup.

Doppia

38

50

60

Singola

45

60

70

Formula Ostello per i giovani: € 27 a persona al giorno con sistemazione in camere multiple.

COME SI ARRIVA A CHIANCIANO TERME

In macchina: Autostrada del Sole (A1) tratto Roma-Firenze uscita n°29 Chiusi-Chianciano
In treno: linea Firenze-Roma, stazione FF.SS. di Chiusi-Chianciano Terme
Dalla stazione ferroviaria è disponibile un servizio pubblico di autobus, in coincidenza con i principali treni, che raggiunge Chianciano Terme in 20 minuti, oppure è possibile prendere un taxi.
In aereo: gli aereoporti più vicini sono quelli di Firenze (120 km), Pisa (200 km), Roma (210 km) e Perugia “Sant’Egidio” (80 Km)

Distanze:
Montepulciano 10 Km, Pienza 18 Km, Chiusi 15 Km, Lago Trasimeno 30 Km, Cortona 35 Km, Orvieto 50 Km, Montalcino 50 Km, Arezzo 70 Km, Perugia 70 Km, Siena 70 Km, Assisi 90 Km, Firenze 130 Km, Roma 160 Km

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I video di Radio Radicale

Associazione Agorà Digitale

Congresso Radicale

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I tweet da/su Chianciano

  1. Kalani Man
    Kalani Man: I'm gettin' an americano, then passing out on the next train. DON'T STOP ME NOW, UNIVERSE! (@ Stazione Chiusi-Chianciano Terme)

  2. Cretedisiena.com
    Cretedisiena.com: Eventi in Toscana a Chianciano Terme Giovedì 29 Luglio Giovedì 29 Luglio'Sega la Vecchia' - Antica rappresentazione del mondo contadino.

  3. Carlo
    Carlo: @jferreri e che fai a Chianciano???

  4. SienaFree.it
    SienaFree.it: 35 nazioni rappresentate all'International Awart di Chianciano Terme http://fb.me/A1F6iZRR

  5. Jerry Ferreri
    Jerry Ferreri: I'm at Chianciano Terme. http://4sq.com/9DRyev

  6. Cretedisiena.com
    Cretedisiena.com: Eventi in Toscana a Chianciano Terme Giovedì 29 Luglio: Mercatino di piccolo antiquariato e hobbistica. Piazza Italia

  7. Cretedisiena.com
    Cretedisiena.com: Last Minute Hotel a Chianciano Terme(Siena) PRIMO E SECONDO WEEK END DI AGOSTO: 2 giorni Pensione Completa €100,00- 2 giorni mp. € 90,00